Lettera ad Angelo Barile del 5 luglio 1934
Descrizione materiale
Lettera intestata Gabinetto Vieusseux.
| Archivio | Archivio Astengo |
|---|---|
| Tipologia | lettera |
| Formato di scrittura | ms. |
| Lingua principale | italiano |
Contenuto della lettera
| Incipit | Caro Angelo, non sono affatto arrabbiato. |
|---|---|
| Explicit | [...] ignoro se sia genovese. |
| Congedo e firma | Abbiti un abbraccio affettuoso dal tuo |
| Regesto | Montale chiarisce a Barile la sua posizione nel merito di una questione che coinvolge Camillo Sbarbaro e riguarda una donna non identificata. Montale sostiene di conoscere lei e la sua storia meglio di loro per averla vista quasi tutti i giorni per sei anni e perché già una volta la sua bontà nei confronti di lei è stata mal ripagata. Montale afferma quindi di sapere, a differenza degli amici, che quella donna, come un camaleonte, può essere verde, ma anche gialla o rossa. Invita infine il corrispondente a tenere presente che tiene più alla sua vita che alla sua poesia. Nella seconda parte della lettera Montale riprende invece dalla misivia precedente il discorso sui "lirici puri", chiedendosi "se tutti i generi siano sempre attuali, vivi, urgenti, presenti, o se non abbiano i loro cicli e ritorni" e considerando che la "tempestività è il solo attributo del genio". Da ultimo fa rimerimento a Cattaneo, una giornalista della "Nazione". |
| Entità citate | Persone: |
Bibliografia
Edizione di riferimento
Giorni di libeccio. Lettere ad Angelo Barile (1920-1957) Astengo, Domenico; Montale, Eugenio; Costa, Giampiero, Milano, Archinto, 2002
Compilatore: Michel Cattaneo