Lettera a Nino Frank del 22 febbraio 1928

Mittente: Eugenio, Montale
Data: 22 febbraio 1928
Partenza: Firenze
Destinatario: Nino, Frank
 
Arrivo: [Parigi]

Descrizione materiale

ArchivioBibliothèque nationale de France, Fonds Nino Frank
Tipologialettera
Formato di scritturads.
Lingua principaleitaliano

Contenuto della lettera

Incipit

Caro Frank,
grazie della tua bontà.

Explicit

Di tante cose parleremo a voce. Ma quando?

Congedo e firma

[...] credi alla riconoscenza del tuo
aff.mo Montale

Regesto

Montale, come nella lettera precedente, continua a discorrere di "Ossi di seppia" su sollecitazione di Frank, al quale fa presente di avere difeso i suoi endecasillabi per amore di padre e non perché non sia interessato alle preferenze del corrispondente. Confessa inoltre che, ora che non vive più in Liguria e sta tentando di rifarsi qualche ragione e possibilità di vita, si è trovato tra le mani e sta acogliendo "forme più pacate" di quelle degli "Ossi" brevi o di "Delta", che rappresentavano l'acme della sua poesia 'ligure', ma solo "dopo un buon esame di coscienza". Di conseguenza Frank riceverà sen'altro un suo secondo libro di poesia, ma solo dopo molti anni, anche perché Montale sente di condurre un'esistenza infernale e sa come la sua ispirazione risulti legata a fatti esterni che al momento non si verificano. Chiede poi al corrispondente consiglio per individuare un traduttore per tre o quattro sue brevi poesie che Valery Larbaud pubblicherebbe volentierti su "Commerce" (un primo tentativo, fallito, era stato fatto con Mme Le Saché Bossuet). Torna poi sull'invio della seconda edizione degli "Ossi" a Lionello Fiumi, suggeritogli da Giuseppe Ravegnani. Da ultimo indica a Frank un saggio del 1927 di Giacomo Debenedetti su "Proust e la Musica" pubblicato dalla rivista diretta da Guido M. Gatti. Gli fornisce quindi l'indirizzo di Debenedetti per ulteriori specifiche.

Entità citate

Luogo:
Liguria

Persone:
Valery Larbaud
Alice Le Saché Bossuet
Lionello Fiumi
Giuseppe Ravegnani
Marcel Proust
Giacomo Debenedetti
Guido M. Gatti

Opere di altri autori:
Giacomo Debenedetti, Rileggere Proust, in "La Rassegna musicale", I, 1, gennaio 1928, pp. 47-59

L’opera in rete

Autocommento

  • Arsenio

    Montale si augura che Frank "salvi" il "buon Arsenio", al quale lo lega "vecchia affezione, forse mal posta": si tratterebbe infatti di una poesia che lo "esprime anche sa a tutta prima può sembrare meno" sua di altre. Vorrebbe di conseguenza scriverne alcune affini.

  • Ossi di seppia (Ossi brevi)

    Montale afferma che come "fedeltà a un paese, a un tempo e a un'ora gli Ossi più brevi segnano certo" il suo "massimo".

  • Delta

    Montale ritiene che "Delta" insieme agli "Ossi più brevi" costituisca il suo "massimo" in quanto a fedeltà al paesaggio e al tempo ligure.

  • Ossi di seppia (Ossi brevi)

    Montale rivela come le serie degli "Ossi di seppia" e di "Meriggi e ombre" abbiano avuto cronologicamente uno sviluppo parallelo.

  • Meriggi e ombre

    Montale rivela come le serie di "Meriggi e ombre" e degli "Ossi" brevi abbiano avuto cronologicamente uno sviluppo parallelo.

  • Riviere

    Montale sottolinea come la più vecchia "Riviere" contraddica lo sviluppo cronologico parallelo degli "Ossi" brevi e di "Meriggi e ombre".

Bibliografia

Edizione di riferimento
Montale, Eugenio, Lettere a Nino Frank Bernardini Napoletano, Francesca, 1986, pp. 17-64

Compilatore: Michel Cattaneo