Lettera ad Angelo Barile del 12 agosto 1924
Arrivoq: [Albisola Capo?]
Descrizione materiale
Due cartoncini scritti al *recto* e al *verso*.
| Archivio | Archivio Astengo |
|---|---|
| Tipologia | lettera |
| Formato di scrittura | ms. |
| Lingua principale | italiano |
Contenuto della lettera
| Incipit | Carissimo amico, |
|---|---|
| Explicit | Agnino, ave. |
| Congedo e firma | È ancora quel che può inviarle di meglio il Suo memore e affezionato |
| Regesto | Montale ritiene di rispondere indegnamente alla lettera di Barile perché è in partenza per Carrara, dove lo aspetta Cesare Vico Lodovici. Ringrazia Barile per le parole che gli ha scritto dopo aver letto gli "ossi", sulla cui ispirazione Montale ragiona sottolineando come sia ad essa connaturato il bisogno intimo di evitare abbellimenti e divagazioni. Il poeta annuncia a Barile che, d'altra parte, il volume in preparazione conterrà anche altre quindici liriche del tempo di Riviere, di maggiore lunghezza e varietà, anche "cantanti" e "consolate", cho offriranno una sua diversa immagine: più vasta e complessa. Montale ne ucirà non tanto come "sofista o poeta da laboratorio", quanto come "trobadour"; il che gli attirerà l'antipatie dei sostenitori di una poesia intellettualistica. Di contro a questi Montale preferisce e non ritiene sorpassato il gusto difeso invece da Barile. Informa poi l'amico dell'imminente uscita in "Le opere e i giorni" di Vasca, Gloria del disteso mezzogiorno... (intitolata ancora **Meriggio) e Fine dell'infanzia, di cui fornisce brevi note di autocommento. Lo stesso fa con Non chiederci la parola...*. Riferisce infine dei contatti con Piero Gobetti per la pubblicazione del volume, che spera di pubblicare entro l'anno per distaccarsene. Saluta Barile, augurandosi che l'aria alpestre gli abbia giovato, la sua famiglia e Giuseppe Agnino. |
| Entità citate | Luogo: Persone: |
Allegati alla lettera
Tipologia: altro
Montale dice dfi allegare una "violetta delle 5 terre".
L’opera in rete
Autocommento
- Ossi di seppia (Ossi brevi)
Montale riflette sull'ispirazione alla base degli "Ossi brevi" e inscrive la serie nel quadro più ampio della raccolta.
- Ossi di seppia
Montale descrive (in rapporto agli "Ossi brevi") lo stile di altre liriche del libro del tempo di "Riviere".
- Gloria del disteso mezzogiorno
Il componimento, intitolato "Meriggio", viene definito da Montale il migliore degli "ossi" e l'unico che davvero gli piaccia. Il poeta accenna inoltre all'imminente uscita della poesia in "Le opere e i giorni" (III, 9, 1 settembre 1924, pp. 13-9).
- Fine dell'infanzia
Montale sostiene di avere spiato nella poesia, sulla scorda della memoria, "il primo insorgere del dubbio nelle anime infantili". Il poeta accenna inoltre all'imminente uscita della poesia in "Le opere e i giorni" (III, 9, 1 settembre 1924, pp. 13-9).
- Non chiederci la parola
Definito "chiave di volta [...] commento e conclusione" degli "Ossi brevi" (a questo stadio di elaborazione della raccolta il testo chiudeva i primi sei)
Riferimento
- Riviere
- Vasca
Montale accenna all'imminente uscita della poesia in "Le opere e i giorni" (III, 9, 1 settembre 1924, pp. 13-9).
- Ossi di seppia (1925)
Bibliografia
Edizione di riferimento
Giorni di libeccio. Lettere ad Angelo Barile (1920-1957) Astengo, Domenico; Montale, Eugenio; Costa, Giampiero, Milano, Archinto, 2002
Compilatore: Michel Cattaneo