Lettera a Nino Frank del 29 marzo 1928
Descrizione materiale
| Archivio | Bibliothèque nationale de France, Fonds Nino Frank |
|---|---|
| Tipologia | lettera |
| Formato di scrittura | ds. |
| Lingua principale | italiano |
Contenuto della lettera
| Incipit | Carissimo, |
|---|---|
| Explicit | [...] ma insomma nessuno ha bevuto. |
| Congedo e firma | Un abbraccio dal tuo |
| Regesto | Montale si rallegra di avere conosciuto Frank, che gli scrive lettere "adorabili", ma confessa la sua infelicità a causa di: I) sofferenza causatagli e tacere della sua musa; II) costituzione niente affatto tarchiata e forte, simile a quella di un "ammiratore di Manacorda" e costante insonnia; III) non possedere la macchina da scrivere che il "grand'ufficiale" [Enrico Bemporad] gli consente di usare nelle ore morte; IV) dover lasciare il salotto di Matteo Marangoni; v) essere costretto a recensire gratis i "vari Titta Rosa". Comunica quindi a Frank che gli farà mandare il catalogo per bambini e lo avvisa che però "Pinocchio" non è stato tradotto in francese. Propone di conseguenza a Frank di rendere possibile o tradurre direttamente il libro in Francia, garantendo che Bemporad pagherebbe. Vaglia poi le sue possibilità di impiego con il diploma di ragioniere e la conoscenza dell'inglese e ipotizza un intervento in porposito di Jules Louis Supervielle. Accenna successivamente a una questione che coinvolgerebbe Valery Larbaud e il suo amico Ugo Nebbia. Mnziona di passaggio i "sette stipendi" percepiti da Auro d'Alba. Annuncia infine al corrispondente che gli farà avere l'articolo di Giacomo Prampolini, che scriverà a Ramon Fernandez e che la traduzione [di "Arsenio"] fatta da Mario Praz uscità a giugno sul "Criterion": gliela inoltrerà. Facendo seguito dalla lettera precedente ritorna sulla vicenda che coinvolge Vittorio Guerriero, il quale gli prospetta facili occupazioni a Parigi di cui Montale non si dice tuttavia convinto per via della sua poca attitudine al giornalismo, della scarsa padronanza del francese e del rischio di rovinarsi come artista (evenienza che non può riguardare Frank, salvaguardato da un diverso temperamento). Montale cassa poi due righe di gentilezze nei confronti del corrispondente e da ultimo lo informa di come gli si stato dedicato da Giuseppe Ravegnani un articolo di due colonne e mezza su "La Stampa" e che la sua recensione a Titta Rosa è stata molto tagliata. |
| Entità citate | Persone: Opere di altri autori: Traduzione: |
L’opera in rete
Riferimento
- Le Feste delle Stagioni
Montale riferisce dei tagli subiti dalla recensione apparsa in rivista.
Bibliografia
Edizione di riferimento
Montale, Eugenio, Lettere a Nino Frank Bernardini Napoletano, Francesca, 1986, pp. 17-64
Compilatore: Michel Cattaneo