Lettera a Nino Frank del 5 marzo 1928

Mittente: Eugenio, Montale
Data: 5 marzo 1928
Partenza: casella postale 449, Firenze
Destinatario: Nino, Frank
 
Arrivo: [Parigi]

Descrizione materiale

Su carta intestata "R. Bemporad e Figlio Editori"

ArchivioBibliothèque nationale de France, Fonds Nino Frank
Tipologialettera
Formato di scritturams.
Lingua principaleitaliano

Contenuto della lettera

Incipit

Mio carissimo,
sei veramente impareggiabile.

Explicit

[...] anche Arsenio, alla meglio, sta in piedi...

Congedo e firma

Un abbraccio dal
tuo Montale

Regesto

Montale loda Frank e immagina abbia ormai incontrato Italo Svevo. Consente poi con il corrispondente sulla maniera in cui procedere con Giuseppe Ungaretti per via del suo "disastroso carattere", che anche Montale conosce, ma non ha sperimentato di persona. Montale fornisce poi dei puntuali indicazioni e autocommenti di alcuni versi di Arsenio e della poesia Marezzo. Informa poi Frank (che doveva averlo interrogato in merito) di non scrivere al momento in prosa se non articoli e di riservarsi di valutrare diversamente "col tempo". Montale esprime dunque il suo terrore per il "problema del lunario". Da ultimo allega al corrispondente una propria fotografia.

Entità citate

Persone:
Italo Svevo
Giuseppe Ungaretti
William Shakespeare

Allegati alla lettera

Fotografia di Montale
Tipologia: fotografia/e
Montale allega a Frank una suo "ritratto" fotografico (non riprodotto), il quale proverebbe che "anche Arsenio, alla meglio, sta in piedi...".

L’opera in rete

Autocommento

  • Arsenio

    Montale spiega come "orbita" valga qui al v. 12 "'ordine' (o magari 'elissi' trattandosi di un riferimento alquanto... metafisico). Ma 'ordine' val forse meglio". Aggiunge che il "suono di castagnette sfuggito alla maglia delle cose" rappresenta "il primo segno che il tempo esce di squadra" (secondo un'espressione mutuata da Shakespeare), che è quanto "avviene nei versi successivi di 'Arsenio', meno gli ultimi in cui tutto si riassesta".

  • Arsenio

    Montale spiega come tanto in "Arsenio", quanto in "Marezzo", si assista a "crisi insieme spirituali e naturali".

  • Marezzo

    Montale spiega che in "Marezzo", come in "Arsenio", "'il tempo esce di squadra', anzi torna addirittura indietro" e che, in entrambi i casi, si tratta "in sostanza di crisi insieme spirituali e naturali che tutti (meno i poeti di qui) abbiamo passate".

  • Arsenio

    Montale chiarisce come "il colpo di timpano degli tzigani" faccia "da tuono (assai dolcemente) a quel lampo silenzioso".

  • Arsenio

    Montale spiega che i "gozzi" sono "piccole barche da pesca (non piccolissime: contengono anche 6/8 persone; ma non grandi come i landi che ne contengono 20).

  • Arsenio

    Montale spiega che con "la tesa" intende "la superficie estrema, meglio forse qui: la distesa".

Bibliografia

Edizione di riferimento
Montale, Eugenio, Lettere a Nino Frank Bernardini Napoletano, Francesca, 1986, pp. 17-64

Compilatore: Michel Cattaneo