Lettera ad Angelo Barile del 6 giugno 1934

Mittente: Eugenio, Montale
Data: 6 giugno 1934
Partenza: Firenze
Destinatario: Angelo, Barile
 
Arrivo: La casa dell'Arte, Albisola Capo

Descrizione materiale

Lettera ds. intestata Gabinetto Vieusseux.

ArchivioArchivio Astengo
Tipologialettera
Formato di scritturads.
Lingua principaleitaliano

Contenuto della lettera

Incipit

Caro Angelo, grazie della tua.

Explicit

[...] ma per ora vale ben poco.

Congedo e firma

Un abbraccio affettuoso dal
tuo Eugenio

Regesto

Montale compedia la propria recensione a "Primasera" di Barile ("Pan", II, 2, 1 giugno 1934), rallegrandosi che l'amico ne abbia compreso lo spirito. Ribadisce a Barile che quando questi complica e arieggia finisce per ridire peggio cose già dette da altri. Pensa, viceversa, che la sua musica più bella sia quella più semplice e coglie in ciò un segno che il "modernismo" nella poesia del corrispondente sia "quasi un 'chiodo' esteriore". Fa inoltre presente che avrebbe senz'altro espunto quei luoghi in cui maggiormente si avvertono influenze, come nella poesia eponima del libro, in cui per Montale convivono, concorrendo a un risultato disorganico, accenti alla maniera di Sbarbaro, di Saba e affinità di situazione con la sua Clivo. Benché sia convinto non si tratti in quel caso di influenza Montale si sofferma poi sui punti di contatto con Ceccardo Roccatagliata Ceccardi. Discorre quindi di alcuni versi che a suo modo di vedere rischiano di togliere lettori a Barile. Così - riferisce Montale - sarebbe successo con Pietro Pancrazi se non fosse stato per il suo intervento. In linea generale ritiene infine che il limitarsi di Barile "agli antefatti, alle risonanze agli echi, senza mai investire direttamente l'oggetto" (tendenza dalla quale anche Montale non si dice immune, ma che non consiglerebbe a nessuno) generi "un po' di sazietà". Informa quindi Barile del risentimento nei suoi confronti di Gianna Manzini per non essersi espresso nel merito della diatriba tra la scrittrice e Matilde Nannetti. Accenna da ultimo a Roberto Papi, milionario amico di Alessandro Pavolini e, secondo Montale, meno negato alla poesia di quanto non sia Aldo Capasso.

Entità citate

Persone:
Ceccardo Roccatagliata Ceccardi
Pietro Pancrazi
Corrado Govoni
Giuseppe Ungaretti
Camillo Sbarbaro
Umberto Saba
Gianna Manzini
Matilde Nannetti
Roberto Papi
Alessandro Pavolini
Aldo Capasso

L’opera in rete

Riferimento

  • Libri [A. Barile, Primasera]

    Montale compendia la sua recensione a "Primasera" di Barile.

  • Clivo

    Montale ravvisa nel finale della poesia di Barile intitolata "Primavera" un'affinità di situazione con la sua "Clivo".

Dichiarazione di poetica

  • Poesia

    "In linea generale non troverei neppure che le idee siano da immettere allo stato fluido nella poesia; possono esse stesse diventare alta poesia".

Bibliografia

Edizione di riferimento
Giorni di libeccio. Lettere ad Angelo Barile (1920-1957) Astengo, Domenico; Montale, Eugenio; Costa, Giampiero, Milano, Archinto, 2002

Compilatore: Michel Cattaneo