Lettera a Carlo Bo del 10 febbraio 1937
Descrizione materiale
Scritta al recto e al verso su cartolina intestata GABINETTO G.P. VIEUSSEUX | FIRENZE | DIREZIONE. Busta intestata ENTE MORALE | *gabinetto* | G.P. VIEUSSEUX | *scientifico – letterario* | Piazza e Palazzo di Parte Guelfa FIRENZE (101).
| Archivio | Fondazione Carlo e Marise Bo |
|---|---|
| Tipologia | cartolina |
| Formato di scrittura | ms. |
| Lingua principale | italiano |
Contenuto della lettera
| Incipit | Caro Charile, |
|---|---|
| Explicit | [...] portala a ballare a Firenze! |
| Congedo e firma | Tuo affmo |
| Regesto | Montale apostrofa Bo come "un pig, un piggone" per non essersi fatto più vedere a Firenze e per non avergli mandato il suo pezzo su Aldo Palazzeschi. Montale annuncia che in risposta non gli inoltrerà il libro che Luciano Ancheschi ha spedito a Bo presso di lui. Racconta poi del "grande veglione notturno" tenurtosi nello studio di Ugo Capocchini dopo un pranzo da Beppino e Leone. Vi hanno partecipato e ballato la chucaraca più di quaranta persone, tra cui "tedesche seminude", Leone Traverso, Tommaso Landolfi, senza barba e ubriaco. Lo stesso Montale accusa di conseguenza "mal di testa generale e pessimismo". Montale fa poi accenno alle "velleità colombiane" di Bo e a uno scritto sul "Telegrafo" nel quale veniva citato. Informa poi il corrispondente di avere scoperto presso Ottavio (Turchi?) una cartolina in cui Silvio Guarnieri parla del padre. Congedandosi invita Bo a portare la sorella a ballare a Firenze. |
| Entità citate | Luogo: Persone: Opere di altri autori: |
Bibliografia
Edizione di riferimento
Caro Charile. Eugenio Montale a Carlo Bo Verdino, Stefano, Urbino, Fondazione Carlo e Marise Bo, Raffaeli editore, 2023
Compilatore: Michel Cattaneo