Lettera a Giuseppe Lanza del 28 ottobre 1927
Descrizione materiale
Lettera ds. su due facciate, con firma e una correzione mss., su carta intestata "R. Bemporad & Figlio | Editori - Via Cavour 20 - Firenze".
| Archivio | Fondazione Maria Corti |
|---|---|
| Tipologia | lettera |
| Formato di scrittura | ds. |
| Lingua principale | italiano |
Contenuto della lettera
| Incipit | Carissimo, |
|---|---|
| Explicit | Addio, caro Lanza, scusa la lettera-caos. |
| Congedo e firma | Ti abbraccio |
| Regesto | Montale comunica a Lanza le sue impressioni in merito alla novella Michela: vi ha riscontrato qualche durezza, ma il fondo è vivo. Nella "situazione centrale" (per dirla con Tilgher) avverte qualcosa di non completamente nuovo, che richiama le ultime novelle di Borgese. Manderà la novella a Linati e la raccomanderà affinché sia pubblicata sul "Convegno" di Ferrieri. Tuttavia è possibile che non sia accolta, come avvenuto per una poesia di Ferrero che aveva segnalato tempo prima. Lo invita, intanto, a preparare un terzo racconto per "Solaria". Per farsi conoscere è necessario far circolare il proprio nome, come è avvenuto a Loria dopo le sue pubblicazioni su "Solaria". GLi chiede di suggerire anche a Solmi di proporre qualcosa per "Solaria". Attende sue notizie anche in merito a Titina [Rota], Ginetta [Varisco], Lodovici (e in particolare al fatto che si sposi, citando cripticamente Marco Praga). Lo prega di porgere i suoi saluti a Solmi e Angioletti. |
| Entità citate | Opere di altri autori: Persone: |
Bibliografia
Sessanta lettere inedite di Eugenio Montale a Giuseppe Lanza (1925-1946) Lanza, Giuseppe; Lavezzi, Gianfranca; Montale, Eugenio, interlinea, 2022, pp. 37-124
Compilatore: Diego Divano