Lettera a Giuseppe Lanza del [gennaio 1926]
Descrizione materiale
Lettera ms. su cartoncino, recto e verso, non datata.
| Archivio | Fondazione Maria Corti |
|---|---|
| Tipologia | cartoncino |
| Formato di scrittura | ms. |
| Lingua principale | italiano |
Contenuto della lettera
| Incipit | Carissimo, |
|---|---|
| Explicit | Ha troppo da fare! |
| Congedo e firma | Ti abbraccio |
| Regesto | Montale manifesta a Lanza la sua soddisfazione per quanto gli riferisce a proposito della sua opera L'Esilio, che già gli era noto per ciò che gli ha scritto Radice. Montale è certo che il suo lavoro sarà rappresentato in Italia e in Francia, con successo di pubblico e critica. La sua opera è a suo avviso paragonabile alle prime di Bernstein, come Après moi e La route plus longue [Le détour]. Ora gli suggerisce di preparare un secondo lavoro della stessa forza, anche senza arrivare agli eccessi di prolificità di San Secondo, ma insistendo nella sua attività di drammaturgo. A suo avviso anche Lodovici ha il difetto di lavorare poco, anche se gli è capitato di non vedersi riconosciuti i meriti guadagnati con La donna di nessuno. Tuttavia sa bene che i suoi impegni impiegatizi gli lasciano poco spazio per l'attività letteraria. Lo informa che Radice gli manderà un suo copione e lo invita a incontrarsi spesso con Solmi. Lo scritto di Lavriano [su Ossi di seppia] a Genova è stato accolto benevolmente, anche se la sua recensione ha avuto l'effetto di far abbandonare a Gargiulo quanto stava preparando per "La Fiera letteraria", un articolo al quale Montale teneva molto per la tiratura della rivista e per l'autorità di un critico che non si era mai occupato di giovani poeti tranne Ungaretti. Per il resto non ci sono stati riscontri, ad eccezione delle "quattro pagine oscure e semi-lusinghiere" che Raffaello Franchi gli ha dedicato su "Solaria" (che tira quaranta copie). Montale invita Lanza a riferire a De Paoli che lo ringrazia per la sua cartolina e a Radice che gli scriverà. Ha ricevuto il manoscritto di Gargiulo su Borgese ma non il suo libro [D'Annunzio: studio critico], per cui chiede a Lanza di insistere con Lodovici affinché glielo mandi insieme al libro [Il porto dell'amore] di Comisso. Allo stesso modo dovrebbe dire a Lodovici, ma non in presenza di Somarè, di invitare Cecchi a collaborare al "Quindicinale", anche se questi probabilmente non troverà il tempo per aderire. |
| Entità citate | Opere di altri autori: Persone: Luogo: |
L’opera in rete
Riferimento
- Ossi di seppia (1925)
Montae racconta a Lanza che lo scritto di Lavriano [su Ossi di seppia] a Genova è stato accolto benevolmente, anche se la sua recensione ha avuto l'effetto di far abbandonare a Gargiulo quanto stava preparando per "La Fiera letteraria", un articolo al quale Montale teneva molto per la tiratura della rivista e per l'autorità di un critico che non si era mai occupato di giovani poeti tranne Ungaretti. Per il resto non ci sono stati riscontri, ad eccezione delle "quattro pagine oscure e semi-lusinghiere" che Raffaello Franchi gli ha dedicato su "Solaria" (che tira quaranta copie)
Bibliografia
Sessanta lettere inedite di Eugenio Montale a Giuseppe Lanza (1925-1946) Lanza, Giuseppe; Lavezzi, Gianfranca; Montale, Eugenio, interlinea, 2022, pp. 37-124
Compilatore: Diego Divano