Lettera a Giuseppe Lanza del 15 luglio 1925

Mittente: Eugenio, Montale
Data: 15 luglio 1925
Partenza: Genova
Destinatario: Giuseppe, Lanza

Descrizione materiale

Lettera ms. su una facciata.

ArchivioFondazione Maria Corti
Tipologialettera
Formato di scritturams.
Lingua principaleitaliano

Contenuto della lettera

Incipit

Caro Lanza,
sono molto contento che i miei ossi non Le siano rimasti in gola; [...].

Explicit

Sono molto belli.

Congedo e firma

Mi perdoni la brevità, e creda nell’amicizia del suo
e.m.

Regesto

Montale si rallegra con Lanza che i suoi "ossi" non gli siano "rimasti in gola". Attende anche il parere di Lodovici, ma in generale crede che il suo libro cadrà nell'indifferenza. La cosa ha poca importanza perché in realtà, entrambi, devono preoccuparsi soprattutto di come "sbarcare il lunario". Ha saputo che una sua commedia [Esilio] sarà tradotta in francese e forse rappresentata a Parigi. Montale sarà a Milano nel mese di ottobre e allora avranno la possibilità di vedersi. Intanto gli chiede di porgere i suoi saluti a Radice e Solmi. Montale domanda a Lanza, infine, se legga sul "Secolo" gli articoli di Cecchi, da cui ha spesso notizie.

Entità citate

Persone:
Cesare Vico Lodovici
Raul Radice
Sergio Solmi
Emilio Cecchi

Opere di altri autori:
Giuseppe [Lanza, Esilio]

Luogo:
Parigi, Milano

L’opera in rete

Riferimento

  • Ossi di seppia (1925)

    Montale si rallegra con Lanza che i suoi "ossi" non gli siano "rimasti in gola". Attende anche il parere di Lodovici, ma in generale crede che il suo libro cadrà nell'indifferenza. La cosa ha poca importanza perché in realtà, entrambi, devono preoccuparsi soprattutto di come "sbarcare il lunario"

Bibliografia


Sessanta lettere inedite di Eugenio Montale a Giuseppe Lanza (1925-1946) Lanza, Giuseppe; Lavezzi, Gianfranca; Montale, Eugenio, interlinea, 2022, pp. 37-124

Compilatore: Diego Divano